“La civiltà del riuso“ di Guido Viale

“La civiltà del riuso “ di Guido Viale, edizione Laterza

Il libro non l’ho ancora letto, ma l’articolo di Michela Finizio mi stimola a farlo quanto prima.

Scrivo una recensione di questo libro usando appunti presi da una lettura dell’articolo del Sole 24 ore  di domenica 11 luglio 2010: Quel fascino „riusato” delle cose

categoria: stili di vita, autrice: Michela Finizio

Discorsi intorno al libro: “la civiltà del riuso” autore: Guido Viale, edizione Laterza, Roma-Bari, pagg. 144, € 14,00

Scrive Michela Finizio a proposito del libro “…una specie di fenomenologia del nostro rapporto con gli oggetti, nata dall’urgenza di raccontare una vera e propria rivoluzione culturale in atto: il paradigma che contrappone il nuovo all’usato viene scalzato dall’affermarsi del concetto di riciclo…..”

All’interno dell’articolo vengono citati altri due libri che tracciano altre interpretazioni del riciclo: “Quando i rifiuti diventano arte”, autrice: Lea Vergine, edizione Skira, 2006 e “La strada”, autore: Cormac Mc Carthy

Sempre nell’articolo si cita un nuovi svaghi con il riciclo: gli Swap party (party dove gli ospiti si divertono con il  baratto delle cose usate)

Osserva M. F. che si tratta di “ tutte logiche che sovvertono completamente le caratteristiche della società consumista, della produzione seriale, continuamente protesa verso il nuovo: per decenni l’innovazione tecnologica, il meccanismo pubblicitario e la moda hanno accelerato il ciclo di vita delle cose, fino a renderle effimere.”

E, riprendendo il libro di Guido Viale: “ …eppure l’attitudine al riciclo ha origini molto antiche…”
Basti pensare all’espressione: “È tutto un altro paio di maniche!” che sta a ricordare che un tempo al cappotto con le maniche consumate negli anni ne venivano sostituite di nuove…”

Scrive sempre la giornalista “Poi gli oggetti dismessi finirono in soffitta e alla fine dall’antiquario…” insieme alla nostalgia del passato

Ho trovato interessante che l’autrice dell’articolo utilizzi le linee guida sia del Razionalismo che del design industriale per arrivare al concetto di Rifiuto – Scarto: se l’oggetto coincide con la sua funzione, esaurita quella, non serve più. Da qui nasce il concetto di rifiuto, scarto.

E arriviamo all’interpretazione finale, che, penso, l’autrice abbia colto sempre dal libro di Guido Viale e cioè: “…L’ecologia è l’ultimo passaggio chave: la conversione green rappresenta una grande operazione culturale, il riuso di un oggetto va oltre il semplice desiderio di possesso, non si esaurisce solo nel risparmio economico ed energetico. Può dare sollievo e gioia, restituire emozioni e ricordi che arricchiscono l’esistenza di una persona…”.

Un libro ed un articolo da leggere

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