Crisi, si scava tra gli scarti dei market (scrive l’Alto Adige di ieri)

Riportiamo l’articolo comparso sul quotidiano Alto Adige di ieri 15 gennaio 2013:

Crisi, si scava tra gli scarti dei market

” MERANO. Quando la fame diventa così forte da far protestare lo stomaco, c’è chi si spinge anche a cercare cibo nei bidoni delle immondizie, in particolare in quelli che si trovano nei cortili dei supermercati. Basta anche una mela o un altro frutto, magari anche ammaccato o avariato solo in parte, un peperone o un sedano che sta per marcire, per placare il brontolio dello stomaco, la voce della fame. E non siamo nelle favelas del Sudamerica o nelle zone più povere dell’Africa, bensì nell’opulento Alto Adige.

Sempre più spesso accade che al mattino i primi dipendenti che arrivano al lavoro nei supermercati trovino i bidoni dei rifiuti rovistati se non addirittura rovesciati da chi, spinto dalla disperazione, cerca cibo a costo zero. Le ultime segnalazioni riguardano il supermercato Ld di via Piave. Un paio di sere fa un bidone dell’umido è stato trovato completamente rovesciato nel cortile interno. All’interno tutta la verdura avanzata sugli scaffali a un passo dal marcire.

«Noi abbiamo precise disposizioni – sostiene Francesco D’Angelo, vice direttore della filiale Lombardini Discount di Merano – in merito all’invenduto. Tutti i prodotti confezionati, compreso il pane, vengono restituiti ai fornitori. Un’operazione questa che non possiamo fare con frutta e verdura che rischia di marcire sugli scaffali. In questo caso la merce viene gettata nei bidoni dell’umido, non abbiamo altre soluzioni. Non è la prima volta che la mattina quando arriviamo all’apertura troviamo i cassonetti rovesciati. Sappiamo che nel corso della sera o della notte qualcuno rovista all’interno dei bidoni per raccogliere qualcosa».

Soluzioni completamente diverse le ha adottate invece la Aspiag, la catena che in regione gestisce il marcio Despar. «I nostri punti vendita – spiega Miriam Guglielmon della centrale Aspiag di Bolzano – sono collegati al servizio del Banco Alimentare ormai da diversi anni. Due o tre volte alla settimana passano i loro furgoni e ritirano la merce invenduta prossima alla scadenza. Il servizio vale per tutti i prodotti confezionati, anche per la cosiddetta quarta gamma, ossia frutta e verdura in sacchetti o vaschette. Non lo possiamo fare per problemi igienici e di sicurezza alimentare con la merce sfusa, come frutta e verdura che si trova sugli scaffali. Abbiamo trovato, questo sì delle soluzioni per il pane e per i polli cotti, ad esempio. Vengono ritirati entro la mattina dopo la mancata vendita e subito distribuiti».

Per nessun supermercato è ipotizzabile una distribuzione serale dell’invenduto. Si formerebbero code di persone che andrebbero a cozzare contro l’immagine dell’azienda. “

 

ed ecco le Note di RiCreAzioni:

  • dell’articolo abbiamo evidenziato in grasseto le frasi che illustrano il problema della frutta e verdura sfusa invenduta che ha come ultimo destino il cassonetto dell’umido
  • fino ad oggi venditori, organismi competenti, comunità e cittadini non hanno trovato soluzioni migliori a quella di far diventare il cassonetto dell’umido l’unico negozio a portata delle persone bisognose
  • sul nostro sito abbiamo affrontato più volte l’assurda realtà dello spreco alimentare
  • abbiamo scritto di Andrea Segrè, di un anno contro lo spreco, di last minute market
  • a Bolzano un gruppo di giovani ha fondato VOKU POCU, di cui abbiamo segnalato la presenza sul ricco territorio dell’Alto Adige ( nostro post: VOKU-POCU – forse una formula magica?)
  • ci chiediamo: ma perchè non si trova una soluzione ? Ci rivolgiamo alle teste pensanti, tecnologie all’avanguardia, innovazione e ricerca, legislatori e rappresentanti della gente  e chiediamo loro: ” ma non riuscite a trovare una via più dignitosa a questi alimenti? Non ci rendiamo conto che é spreco, è poco intelligente, è vergogna, è ingiusizia?”
  • noi di RiCreAzioni,  per parte nostra, continueremo a segnalare azioni, buone pratiche, iniziative e strategie di altri luoghi, altre realtà, altre teste, che stanno affrontando, meglio di noi, lo spreco alimentare … perchè buttare non solo non è creativo è pure ingiusto e poco razionale.
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